Settore tematico Polizia e Giustizia

Sovraffollamento delle carceri: in quali casi contravviene alla CEDU?

Significato per la pratica

  • Il sovraffollamento carcerario è considerato una violazione dell’art. 3 CEDU, se il detenuto ha a disposizione meno di 3 m2 di spazio individuale.
  • Anche se il detenuto ha uno spazio maggiore a disposizione nella propria cella, il sovraffollamento può essere una violazione dell’art. 3 CEDU, se le condizioni di detenzione materiali non sono adeguate. In tali circostanze, il tempo da trascorrere fuori dalla cella deve essere gestito in modo piu’permissivo.
  • Per quanto riguarda i problemi attuali nelle prigioni della Svizzera francese, oltre alle misure da prendere contro il sovraffollamento, si dovranno migliorare d’urgenza anche le condizioni di detenzione materiali.

Sovraffollamento dei luoghi di detenzione in Svizzera

Due rapporti della Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (CNPT) pubblicati nel 2013 dimostrano che anche in Svizzera il problema del sovraffollamento è piuttosto grave in certe prigioni (CNPT 06/ 2012 e CNPT 08/ 2012). La CNPT giudica le condizioni materiali in due penitenziari a Losanna e Ginevra intollerabili:

La prigione di Bois-Mermet a Losanna è uno stabile vetusto e inadatto ad accogliere il doppio degli effettivi. Ciò nonostante, la prassi attuale consiste nel collocare due detenuti in una cella individuale. Sebbene il penitenziario proponga una larga scelta di attività ricreative, talvolta i detenuti devono trascorrere in cella fino a 27 ore di fila.

Anche il sovraffollamento cronico che persiste da anni nella prigione di Champ-Dollon suscita grande preoccupazione. A fronte di una capacità di accoglienza ufficiale di 376 posti, la prigione ospita 671 detenuti. Le condizioni igieniche dei corridoi, dei cortili, delle docce e in cucina sono deplorabili. Inoltre i tempi di attesa per l’accesso alle cure mediche ed ai servizi sociali, così come l’attribuzione di un posto di lavoro all’interno del penitenziario, rimangono eccessivi.

Prassi della Corte europea dei diritti dell’uomo sul sovraffollamento delle carceri - Sentenza Canali c. France (No. 40119/09)

Come vanno valutate queste condizioni rispetto alle direttive della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU)? Il 25 aprile 2013 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha statuito nell’ambito di un ricorso contro la Francia avente per oggetto la violazione del divieto di trattamenti inumani o degradanti. Il ricorrente rivendicava di aver dovuto condividere la sua cella di 9 m2 con un altro detenuto. Lamentava inoltre che il gabinetto della cella non aveva la porta e che i servizi sanitari e l’infrastruttura erano insufficienti.

In primo luogo la Corte EDU ha determinato che la grandezza della cella del ricorrente (9 m2) non é troppo piccola per due persone, poiché corrisponde allo standard minimo raccomandato dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT) nel suo rapporto del 2003 (CPT/Inf (2004) 6, §30). La sola grandezza della cella non costituisce dunque una violazione dell’art. 3 CEDU. Sarebbe il caso invece se il ricorrente avesse a disposizione uno spazio individuale di meno di 3 m2. La Corte ricorda pero’ che in situazioni di carceri sovraffollate, le altre condizioni di detenzione materiali devono essere prese in considerazione nella valutazione dei fatti. Segnala soprattutto il fatto che il CPT nel rapporto del 2010 (CPT/Inf (2012) 13, §78) aveva statuito che una cella per due persone di 10,5 m2 é ammissibile solo se i detenuti hanno la possibilità di trascorrere gran parte della loro giornata, cioè almeno 8 ore, fuori dalla loro cella. Nel caso concreto questa possibilità non c’era.

La Corte inoltre spiega che l’accesso ad un gabinetto adeguato e condizioni igieniche adatte sono elementi fondamentali di un ambiente umano e dignitoso. I detenuti devono avere un accesso facile ai servizi sanitari, nei quali la loro sfera intima deve essere  protetta. Il gabinetto nella cella del ricorrente di cui sopra era separato dal resto della cella solo con un muro e, a causa della porta mancante, da una tenda. Il ricorrente e il suo compagno di cella avevano dunque dovuto utilizzare il gabinetto in presenza dell’altro. Secondo il CPT (CPT/Inf (2012) 13, §78) un gabinetto chiuso solo parzialmente in una cella abitata da più di una persona non è ammissibile.

La Corte aveva inoltre determinato  che l’effetto cumulativo delle condizioni di detenzione materiali aveva suscitato nel ricorrente dei sentimenti di disperazione e inferiorità che lo avevano umiliato e degradato. Di conseguenza, la Corte aveva accolto il ricorso per violazione dell’art. 3 CEDU.

Analisi

Questa sentenza dimostra che a priori il solo sovraffollamento carcerario non costituisce una violazione della CEDU. Tuttavia, questo tipo di situazione esige che siano prese misure per salvaguardare la sfera intima dei detenuti. I detenuti devono inoltre avere la possibilità di trascorrere diverse ore al giorno fuori dalla loro cella. Questa esigenza non sarà facile da realizzare soprattutto per la detenzione preventiva, giacché in Svizzera i detenuti in attesa di processo trascorrono regolarmente 23 ore al giorno nelle loro celle. La notizia che sia Ginevra che Losanna hanno deciso di intraprendere azioni contro il sovraffollamento carcerario (vedi Presa di posizione Ginevra e Losanna riguardo i rapporti del CNPT) appare dunque molto positiva.

13.06.2013