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Settore tematico Questioni istituzionali

Divieto del velo integrale

Iniziativa cantonale in Ticino, consiglio degli stati contrario a un divieto a livello nazionale

Significato per la pratica

  • Per informazione
  • Il Gran Consiglio ticinese esamina ora la validità dell'iniziativa.
  • Un divieto totale del velo in tutto lo spazio pubblico non soddisfa i requisiti costituzionali federali, perché eccessivo e difficilmente giustificabile con interessi dell'ordine e della sicurezza pubblica.

Iniziativa popolare per un divieto del velo integrale riuscita nel cantone Ticino

Nel cantone Ticino è riuscita un’iniziativa popolare per un divieto del velo integrale nello spazio pubblico. Un rappresentante del comitato d’iniziativa, accompagnato da una donna avvolta in un telo scuro e una persona con un passamontagna nero sul viso, ha depositato la domanda d’iniziativa, firmata da 11‘316 aventi diritto al voto, alla cancelleria di stato il 19. maggio 2011.

La proposta di un divieto totale del velo integrale è diretta non solo contro musulmani con un velo, ma anche contro attivisti di sinistra mascherati e hooligans. Questo è il motivo per cui, secondo il comitato d’iniziativa, quest’ultima non viola il divieto di discriminazione. Il comitato d’iniziativa ha sostenitori attraverso tutto lo spettro politico.

Il gran consiglio ticinese in un prossimo passo studierà la validità dell’iniziativa. Questo comporta un’analisi della conformità dell’iniziativa con il diritto superiore e con l’unità e la forma della materia e uno studio di fattibilità.

La commissione delle istituzioni politiche del consiglio degli stati è contraria a un divieto del velo integrale a livello nazionale

La commissione delle istituzioni politiche del consiglio degli stati (CIP-S) ha dovuto esprimersi nel mese di gennaio del 2011 a proposito di un’iniziativa cantonale del cantone Argovia, la quale voleva proibire l’uso negli spazi pubblici di vestiti che coprono totalmente il viso, rispettivamente una gran parte di esso, con una pena (La CIP-S rifiutò l’iniziativa cantonale con 8 voti contrari, 2 favorevoli e 2 astensioni).

La CIP-S determinò che in molti cantoni già esistono divieti del velo, che pero questi si lasciano imporre solo difficilmente, specialmente quando vi è un gran numero di dimostranti. La CIP-S determinò anche che le difficoltà pratiche nell’imposizione di divieti del velo non sarebbero ridotte tramite un divieto del velo integrale a livello nazionale e che perciò questo non apporterebbe un contributo rilevante all’aumento della sicurezza di grandi eventi. La CIP-S osservò inoltre che la principale motivazione per l’iniziativa cantonale del cantone Argovia fosse la copertura del viso per motivi religiosi (Burka, Niqab) e non i radicali a viso coperto. La CIP-S mise in dubbio la proporzionalità di un divieto del velo sul viso per motivi religiosi, considerando anche che questo fenomeno in svizzera avviene solo raramente e non rappresenta veramente un problema. Inoltre la CIP-S teme che un divieto del velo per motivi religiosi lanci un segnale negativo nei confronti delle turiste dal mondo arabo. 

Analisi

Un divieto del velo sul tutto il suolo pubblico tocca, accanto alla libertà personale ed ev. la libertà di espressione, in particolare i limiti della protezione della libertà di credo e di coscienza secondo l’ Art. 15 Cost.. Restrizioni sono perciò solo possibili secondo i criteri dell’Art. 36 Cost.. Mentre un divieto del velo integrale, rispettivamente della copertura del viso, durante dimostrazioni per le quali sono richieste dei permessi, come già succede in alcuni cantoni, e divieti limitati nel tempo e nello spazio (per esempio in aeroporti o banche) si lasciano giustificare con l’interesse per l’ordine pubblico e per la sicurezza, un divieto del velo perenne nell’intero spazio pubblico non sembra essere conforme alla Cost.

Se l’iniziativa dovesse essere dichiarata valida e se in seguito dovesse essere accettata, l’assemblea federale, che in base all’Art. 51 Par. 2 in collegamento con l’Art. 172 Par. 2 Cost  garantisce per le costituzioni cantonali, dovrebbe nuovamente occuparsi del soggetto. Considerando precedenti prese di posizione del consiglio federale non è da escludere che quest’ultimo rifiuti gli aspirati cambiamenti costituzionali nel cantone Ticino come non conformi al diritto statale.

06.07.2011